"Servizi pubblici: regole e strumenti per prevenire fenomeni corruttivi", questo il tema della 53^ Assemblea di Confservizi Piemonte-Valle d'Aosta cui ho partecipato questa mattina alla Reggia di Venaria Reale. L'incontro è stato occasione per raccogliere i contributi dell'Autorità nazionale anticorruzione, della Procura della Repubblica di Torino, degli enti locali e dei rappresentanti di alcune società di gestione di servizi pubblici territoriali, dando luogo ad un dibattito interessante e strutturato. Sono convinta che un lavoro sinergico di tutte le forze interessate sia indispensabile per contrastare i fenomeni corruttivi sia all'interno delle amministrazioni pubbliche e delle società che orbitano intorno ad esse, che all'esterno. Elemento comune dei vari interventi è risultata essere la necessità di stroncare i fenomeni di corruzione attraverso la massima diffusione di una cultura della legalità ad ogni livello, da quello politico a quello amministrativo.

Qui di seguito il testo del mio discorso per l'occasione:

"Buongiorno a tutti,

Sono lieta di partecipare alla 53^ Assemblea di Confservizi dedicata alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni corruttivi e di poter portare alla platea il saluto della città di Torino e del Sindaco Piero Fassino.

Nel mio breve saluto vorrei condividere alcune delle riflessioni maturate nella mia attività istituzionale. Mi occupo di Politiche di Sicurezza e di Società Partecipate, l'area di mia competenza è, dunque, un'area potenzialmente molto a rischio, ragione per la quale affronto questo dibattito.

Prima di presentare nel dettaglio le attività di contrasto messe in campo dalla città di Torino per prevenire fenomeni corruttivi vorrei soffermarmi su due questioni che stanno alla base dei ragionamenti che oggi faremo: l’eccesso di burocrazia da un lato e la correttezza e l’onestà di chi opera nella pubblica amministrazione dall’altro.

·  Percorsi troppo tortuosi per il rilascio dei documenti o delle autorizzazioni, competenze diffuse su un numero infinito di uffici e cronici ritardi nella gestione delle pratiche sono variabili che spesso rendono criminogena la nostra macchina burocratica. Se le procedure sono farraginose, se ci sono “pieghe” o interpretazioni tra le quali nascondersi, c’è maggiore probabilità di illeciti. È per questo che credo che la prima vera riforma da fare sia quella della semplificazione normativa, che riorganizzi il funzionamento della macchina pubblica nella direzione della trasparenza e della minore discrezionalità.

·  Il secondo aspetto che desidero toccare è quello dell’etica e della correttezza di chi lavora nella Pubblica Amministrazione. “Un tempo si rubava per i partiti, ora si ruba per se stessi” è un’affermazione che sentiamo ripetere spesso e che sembra contenere una certamente non condivisibile nostalgia per la Prima Repubblica, come se su temi come questo fosse possibile riconoscere sfumature diverse di gravità. La trasparenza degli atti, delle decisioni e dei percorsi decisionali sono necessarie, ma non bastano.  Sono fortemente convinta che vada proseguito il graduale percorso di allontanamento della politica dall’economia: la politica deve definire gli indirizzi strategici, deve controllare attraverso i contratti di servizio, ma non può gestire in prima persona aziende o processi economici complessi.

Fatte queste premesse ritengo mio dovere informare questa assemblea sulle attività che la Città di Torino ha messo in campo in tema di contrasto dei fenomeni corruttivi.

Già nel 2012 Il Consiglio Comunale istituiva la Commissione Consiliare speciale per la promozione della cultura della legalità e del contrasto dei fenomeni mafiosi;

Nei mesi precedenti indagini effettuate dalla Magistratura avevano messo in evidenza come la criminalità organizzata fosse sempre più presente nel Nord Italia e, in particolare, le inchieste condotte a Torino avevano portato alla luce preoccupanti e profonde infiltrazioni della stessa nell'economia e nella vita cittadina e provinciale.

Tale Commissione, composta da Consiglieri Comunali, potrà essere aperta alla collaborazione con esponenti delle altre Istituzioni interessate, esperti delle Forze dell'Ordine e della Magistratura, ma anche soggetti provenienti dall'associazionismo e dalla società civile che, per l'impegno profuso a vario titolo nel contrasto alla criminalità organizzata, abbiano particolare conoscenza del fenomeno.

Dal 2013 in adempimento alla legge 190/2012 (disposizioni in materia di prevenzione e repressione della corruzione dell'illegalità nella pubblica amministrazione), è stato predisposto il Piano di prevenzione della corruzione della Città, con il quale sono state avviate una serie di attività utili a definire le misure più appropriate per evitare il malfunzionamento o lo sviamento nell'esercizio del potere amministrativo.

Il piano ha individuato, in un apposito "catalogo dei rischi", un elenco dettagliato di aree e procedimenti amministrativi in cui è più alta la probabilità di elementi distorsivi, predisponendo per ognuna di esse, le conseguenti azioni di risposta. Accanto al piano, che viene aggiornato annualmente dal Consiglio comunale, si affiancano i controlli successivi sugli atti (determine di affidamento lavori o servizi, contratti, convenzioni) che tendono a verificare e garantire la legittimità, la regolarità e la correttezza dell'azione amministrativa dell'ente.

Un aspetto molto importante nella prevenzione della corruzione è l'implementazione della trasparenza dell'Ente e della sua gestione, e anche in questo senso l'Amministrazione cittadina ha saputo muoversi efficacemente attraverso il Programma triennale per la trasparenza e l'integrità. La trasparenza dell'azione amministrativa incentiva la cittadinanza attiva attraverso la partecipazione democratica ed il controllo sulla gestione della cosa pubblica, concretamente realizzabile solo se si favorisce la diffusione delle informazioni e dei dati frutto dell'attività dell'Ente. Oggi ogni cittadino può accedere, tramite il sito della Città, alle informazioni concernenti i servizi pubblici offerti, le loro caratteristiche qualitative e quantitative, le loro modalità di erogazione.

Tra le misure concrete previste nel piano anticorruzione e concretamente adottate un accenno meritano: la tecnica della rotazione degli incarichi negli uffici a più alto rischio corruttivo, e l'adozione del Codice etico di comportamento dei dipendenti della Città di Torino e la programmazione di piani di formazione continua realizzati in sinergia con altri Enti istituzionali, elementi fortemente incentrati sulla prevenzione dei fenomeni illegali in ogni loro aspetto, le cui norme fissano standard di comportamenti corretti ed onesti, caratterizzati da un atteggiamento chiaro e positivo nei confronti dei cittadini.

Rispetto alle misure che andranno adottate negli anni 2014, 2015 e 2016 (in forza del piano triennale anticorruzione adottato quest'anno) , penso all'implementazione della comunicazione dei contenuti del piano, alla predisposizione di un sistema efficace di acquisizione delle segnalazioni di situazioni di illegalità e all'acquisizione periodica di dati e informazioni inerenti le attività di monitoraggio e controllo.

Sarebbe troppo ottimistico pensare che un semplice sistema normativo ed organizzativo, benchè strutturato, da sè basti per eliminare alla radice il problema dei fenomeni corruttivi. Le risultanze delle attività di indagine della magistratura, risalente a pochissimi giorni fa, sono state un campanello di allarme importante nel constatare quanto lavoro ancora ci sia da fare all'interno delle amministrazioni pubbliche per contrastare la corruzione. Nonostante questo, occorre affrontare il problema con energia e determinazione.

Ciò che ritengo debba essere prioritariamente costruita è una solida cultura della legalità, sia all'interno che all'esterno degli Enti pubblici, anche attraverso la valorizzazione del ruolo degli organi della giustizia e la ferma condanna, a tutti i livelli, di comportamenti giuridicamente e socialmente riprovevoli.

La Città di Torino persegue un obiettivo che, sono certa, è il medesimo di Confservizi e degli altri enti e soggetti istituzionali qui presenti oggi, ecco perchè ritengo questo incontro proficuo quale base per gettare le fondamenta di una futura collaborazione anche sul campo dello scambio di best pratice in tema di prevenzione della corruzione.

Vi ringrazio per l'attenzione e nel congedarmi vi auguro buon proseguimento dei lavori di questa interessante giornata di incontro
."

Approfondimenti

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